Se i mesi dell’anno fossero stati d’animo: FEBBRAIO-LA SCINTILLA


Per la rubrica: se i mesi dell’anno fossero stati d’animo. Un gioco di fantasia (e anche no), che si spera possa descrivere alcune esperienze emotive che fanno parte della vita ed in cui, magari, possiamo anche un po’ riconoscerci. 

Ho trovato questa foto per caso, ospitata a mia insaputa dalla galleria del telefono. Non sapevo nemmeno di averla scattata. Probabilmente è stata il frutto del premere casuale dei tasti sbagliati, come quando, in una situazione in cui bisogna fare silenzio (assoluto silenzio), improvvisamente Siri ti chiede: “come posso aiutarti?” Ecco, l’altro ieri invece ho trovato questa: un’immagine casuale, confusa, magari non bellissima, ma sulla quale ognuno può vedere ciò che vuole. Ed è proprio questa foto che mi ha fatta pensare al mese di Febbraio: mese del “freddo”, “freddissimo”, “finalmente è arrivato il freddo” e del “caldo”, “quasi troppo caldo”, “un anomalo caldo”. Mese del “con il sole sembra quasi primavera” e del “non smette mai di piovere ultimamente”. Ed in questa altalena di alti e bassi, che un po’ scombussola ed un po’ ingrigisce, i colori si riversano per le strade, si sceglie di assumere nuove forme e vestire i panni bizzarri di qualcun altro o qualcos’altro; si mangiano frittelle e “crostoli”, “galani”, “frappe”, “chiacchiere”: praticamente la stessa cosa, sia chiaro, ma chiamata in mille modi diversi. A scuola, un giorno, mi parlarono del carnevale in Germania: un’occasione, per un popolo il cui stereotipo ne esalta la rigidità e la precisione, di dare libero sfogo alla propria creatività e follia. E, forse, a Febbraio speriamo che sia proprio il Folle a scendere in strada, per una volta. Ci auguriamo magari di ritrovare, nascosta dentro qualche armadio o sotto al letto, la nostra parte libera, selvaggia, viscerale, che desidera, gioca e sperimenta. La parte che, per un attimo, ci fa uscire dall’ordinario, dalle code in tangenziale e dai “dobbiamo”, per permetterci di provare piacere nelle cose che realmente ricaricano la nostra anima. Chi mai non si è sentito talmente appesantito dalla quotidianità, da non riuscire più a scovarla questa parte? Al punto tale da avere l’impressione di non sentire più nulla, se non la propria ombra che si trascina attraverso i giorni? Allora, forse, a volte bisogna un po’ “uscire di senno”, per ritrovarlo. Cosa vedo, quindi, in questa immagine confusa e casuale? Ritrovo quello che vedevo da bambina quando, ridendo, giravo sempre più veloce su me stessa, fino quasi a cadere a terra. E voi cosa vedete?


Una replica a “Se i mesi dell’anno fossero stati d’animo: FEBBRAIO-LA SCINTILLA”

  1. un tempo le fotografie scattate a caso, per sbaglio, le conservavo tutte. Ma poi ho trovato anche questa un’attività inutile. Ormai le fotografie non le guardo più. Scatto e basta

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