
Per la rubrica: se i mesi dell’anno fossero stati d’animo. Un gioco di fantasia (e anche no), che si spera possa descrivere alcune esperienze emotive che fanno parte della vita ed in cui, magari, possiamo anche un po’ riconoscerci.
Qualcuno ha scelto Ottobre per celebrare la giornata mondiale della salute mentale. In passato, non amavo l’autunno e tantomeno i mesi autunnali per eccellenza: ottobre e novembre. Mi apparivano semplicemente come un triste periodo nebbioso, freddo preludio della maggiore rigidità invernale e dei raffreddori, capace di far cadere, insieme alle sue foglie, ogni ricordo di spensieratezza estiva. Ma sono propio quelle foglie cadute che possono donare ad Ottobre un nuovo significato: l’essere simbolo di cambiamento, di evoluzione. Di sicuro non la parte bella del cambiamento, quella in cui ci si sente rinascere come i fiori primaverili, raggiungendo un nuovo equilibrio. Piuttosto, Ottobre sembrerebbe più affine alla parte in cui si cambia pelle, in cui ci si tuffa, senza sapere ancora esattamente cosa ci attenderà. Ottobre è un ponte, che percorriamo con curiosità, amore e paura. È legame tra due stati differenti, è relazione con se stessi e con gli altri. Ottobre è un trampolino, dal quale ci si tuffa insieme, per evolvere. Anche questo, in qualche modo, è salute mentale.
Buon cambiamento.
Ma nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto più serio: evolvere. Non dare retta a chi tesse l’elogio delle vite pianeggianti. Le salite sono trampolini. E a te è sempre piaciuto tuffarti, vero?
Gramellini M., Gamberale C. (2014). Avrò cura di te. Milano: Longanesi.
