
Di conclusioni, traguardi e ripartenze.
Giugno divide l’anno a metà, porta con sé il solstizio d’estate e le sue molte ore di luce e, quasi paradossalmente, si fa portavoce anche di tante conclusioni. Quanto spesso desideriamo la fine di alcune esperienze e quanto, un volta arrivata, ci sorprendiamo ad esserne spaventati? Allo stesso tempo, però, sostare nelle chiusure può permetterci di aprire le finestre della nostra casa interiore, per far entrare la dolorosa nostalgia, ma anche osservare nuovi orizzonti e paesaggi. A giugno, ho ufficialmente concluso la scuola di psicoterapia ed ora ho un certificato che attesta un processo di crescita che so, per fortuna, essere continuo. Perché, forse, la vita è anche un po’ questo: un ciclo continuo di conclusioni e ripartenze, che ci porta a fare i conti con le perdite, i lutti, ma anche con le aperture che seguono le chiusure. Così, ringrazio le radici e le ali, i gruppi e le voci fuori e dentro di me, lo stare accanto ed il mio esempio di coraggio.
La crescita è un lavoro. Ogni briciolo di crescita è un pezzo di lutto, un lembo di sofferenza: una perdita e una pena. (…) Senza lutto tollerato e compiuto non vi è autonomia né pienezza per il soggetto, come per il suo ambiente e perfino per la sua discendenza.
P. C. Racamier, 1992.
